"Tutti parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all'esterno se si coltivano nel proprio animo la collera e l'odio".
XIV Dalai Lama
Articolo pubblicato il 17 luglio 2010 su http://www.ilcampanile.it/art7bl.html di Maria Cristina di Fronso.
L’ECRI invita i governi europei ad applicare rigorosamente la legislazione per prevenire e combattere il razzismo, l’intolleranza e la xenofobia.
Il presidente della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza del Consiglio d’Europa (ECRI), Nils Muiznieks, ha recentemente espresso forte preoccupazione per l’aumento della violenza razzista in Europa. "Nel corso dell’anno appena conclusosi, vi è stato un inasprimento del dibattito sull’immigrazione ed un aumento di atteggiamenti xenofobi ed intolleranti, tra cui attacchi verbali virulenti ed episodi di violenza", ha dichiarato.
Il Presidente dell’ECRI ha espresso delle perplessità sul fatto che 29 Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano ancora ratificato il Protocollo n.12 alla Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo, che prevede il divieto generale di discriminazione, esortandoli a farlo quanto prima.
L’ECRI ha pubblicato il suo rapporto annuale, che analizza le principali tendenze osservate in materia di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia, antisemitismo e intolleranza in Europa. Dal rapporto emergono le preoccupazioni dell’ECRI per le conseguenze della crisi economica sui gruppi più vulnerabili - in particolare l’aumento della disoccupazione e i tagli ai servizi sociali. L’atteggiamento negativo dell’opinione pubblica, alimentato dalla retorica politica sempre più xenofoba, porta gli immigrati ad essere considerati responsabili per la disoccupazione e per il deterioramento della sicurezza.
L’ECRI invita i governi europei ad applicare rigorosamente la legislazione per prevenire e combattere il razzismo, l’intolleranza e la xenofobia, e per colmare le rimanenti lacune giuridiche. Pur riconoscendo l’adozione, da parte di diversi Stati, di una legislazione adeguata, l’ECRI sottolinea tuttavia che l’applicazione dei testi "resta spesso una sfida".
L’ECRI è inoltre preoccupata per il continuo e diffuso ricorso alla schedatura razziale (“profiling”) da parte della polizia, per gli abusi nella lotta contro il terrorismo e per la brutalità delle forze dell’ordine nei confronti dei gruppi vulnerabili. Il rapporto conclude che:
Rom e migranti si trovano ancora ad affrontare aperte ostilità ed esclusione sociale; sono anche vittime di omicidi e raid contro i loro insediamenti.
Il razzismo contro i neri persiste in Europa e spesso si traduce in attacchi organizzati contro la comunità nera e frequenti ingiurie legate al colore della pelle in occasione di manifestazioni sportive.
La discriminazione nei confronti di musulmani persise nei settori dell’occupazione, delle forze dell’ordine, della pianificazione urbanistica, dell’immigrazione e dell’istruzione. Recentemente, i musulmani sono anche soggetti a specifiche restrizioni legali. Gli Stati devono fare di più al fine di promuovere la tolleranza nei confronti della diversità religiosa.
Anche l’antisemitismo persiste in Europa. Atti di vandalismo contro sinagoghe e cimiteri ebraici, nonché la negazione dell’Olocausto, rimangono motivo di preoccupazione.