"Non ho nulla di nuovo da insegnare al mondo. La verità e la non violenza sono antichi come le montagne”.
Gandhi
l tema della trasmissione della memoria della Shoah ha assunto un valore particolare con la progressiva scomparsa dei testimoni diretti dello sterminio. Con questa consapevolezza, l'Associazione Bianconero, che organizza Religion Today Filmfestival, partecipa alla doppia iniziativa per gli adulti di oggi e di domani organizzata dagli Assessorati alla Cultura e all'Istruzione della Provincia autonoma di Trento con la collaborazione di Mandacarù - Festival “Tutti nello stesso piatto” e Centro ecumenico culturale Bernardo Clesio di Trento.
Venerdì 27 gennaio, alle ore 10.00 presso il teatro Cuminetti di Trento, è in programma una mattinata di approfondimento riservata ai ragazzi delle scuole superiori. L'appuntamento prevede la proiezione del documentario americano-tedesco “The Labyrinth” di J.A. Schmidt, già in concorso nella XIV edizione di Religion Today Filmfestival.
Venerdì 27 gennaio, alle ore 20.30 sempre presso il teatro Cuminetti di Trento, verrà proiettato il film-documentario "Pizza ad Auschwitz" di Moshe Zimerman, archivio del Festival Tutti nello stesso piatto dell'associazione Mandacarù Onlus in collaborazione con Associazione bianconero, Religion Today Filmfestival, Centro Bernardo Clesio.
Alla giornata interverrà fra gli altri Luca de Angelis, cofondatore dell’Istituto Culturale Ebraico del Trentino (ICET) “Zygmunt Bauman” e saggista sui temi della condizione ebraica e delle sue modalità di espressione letteraria negli scrittori italiani ed europei; è previsto inoltre un video-contributo di Daniel Vogelmann, figlio di un sopravvissuto ad Auschwitz e fondatore della casa editrice specializzata in cultura ebraica “La Giuntina”. La serata vedrà anche la partecipazione di Elisabetta Ruffini, direttrice dell'Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea.
Il doppio evento intende sottolineare l’importanza di preservare il ricordo della tragedia nel passaggio delle generazioni. In questo contesto sarà messa a fuoco anche la complessità dolorosa del rapporto tra i sopravvissuti ai lager nazisti e i loro figli, tra il passato che si impone con il peso di una persecuzione inimmaginabile e il presente che si interroga sulle proprie responsabilità mentre rivendica i propri diritti di guardare avanti.
Attraverso testimonianze e contributi, accompagnati dalla forza della narrazione documentaristica e dell'interpretazione artistica del cinema, il Teatro Cuminetti ospiterà una articolata riflessione sulla necessità di continuare a trasmettere e approfondire la storia dell'Olocausto, individuando strumenti efficaci nel rendere i giovani “nuovi custodi” della memoria.
Che cosa accadrà nel momento in cui, tra pochi anni, non ci sarà più nessuno a raccontarci di aver visto con i propri occhi i massacri, “quando rimarremo soli a raccontare l’orrore della Shoah”? (David Bidussa, “Dopo l’ultimo testimone”, Einaudi 2009).
Le schede dei film
The Labyrinth di Jason A. Schmidt, documentario, USA-Germania, 2010.
Arte, memoria, compassione e inferno entrano in collisione quando Marian Kolodziej, cristiano polacco sopravvissuto ad Auschwitz, affronta finalmente gli orrori del suo passato, dopo 50 anni di silenzio, attraverso una sconvolgente produzione di oltre 300 disegni a penna e inchiostro. Oggi queste creazioni, che Marian ha chiamato Il Labirinto, riempiono il grande seminterrato della chiesa dedicata a San Massimiliano Kolbe nei pressi di Auschwitz. Attraverso la testimonianza e l'arte grafica di Marian Kolodziej, il documentario racconta l'Olocausto nella sua enormità di male e di orrore, ma anche la resistenza al male e la guarigione dall’orrore attraverso la medicina della memoria.
Pizza ad Auschwitz di Moshe Zimerman, documentario, Israele, 2008.
Racconta la storia di un ex deportato, Danny Chanoch, che ritorna con la sua famiglia nel luogo della sua tremenda reclusione. Originario della Lituania, Danny fu deportato ragazzino e dopo aver visto la sua famiglia dividersi a Stuthoff, da Dachau fu trasferito a Auschwitz e qui restò fino alla sua evacuazione, quando dopo la marcia della morte fu trasferito a Mauthausen dove arrivò la liberazione. Rifattosi una vita nel dopoguerra, Danny intraprende un viaggio con sua moglie e i suoi figli, in cui ripercorre le tappe che lo hanno portato a Auschwitz dibattendo vivacemente con la figlia Miri, partecipe, lucida e vigile compagna di un viaggio nella memoria di cui si fa erede problematica.
Ingresso libero. Per Informazioni: educazione@mandacaru.it