“…solo un popolo scettico sulla festa della guerra, maturo per il conflitto, è un popolo maturo per la pace”
Estanislao Zuleta
Il turismo sui luoghi della guerra rappresenta oggi un motivo importante dell'offerta turistica delle regioni settentrionali, in particolare Friuli, Veneto e Trentino, nelle quali la Grande guerra venne combattuta. Essa ha lasciato innumerevoli siti, dagli ossari ai resti di fortificazioni, che vengono sempre più valorizzati (attraverso restauri e allestimenti di varia natura), per renderli fruibili al turismo culturale. Questa particolare forma di turismo ha però una lunga storia, in quanto le sue origini risalgono agli anni immediatamente successivi alla fine del conflitto. Per offrire alle famiglie dei reduci e dei caduti dei luoghi concreti nei quali poter collocare (quasi giustificare) il sacrificio proprio e dei propri cari, sono sorti percorsi turistici, nei quali il pellegrinaggio e la commemorazione si mescolavano inestricabilmente con motivi più futili. D'altro canto, la guerra stessa ha distrutto in molte zone una vocazione turistica già salda, con poi ha fatto fatica a riprendersi; basti pensare al turismo termale e lacustre nel Perginese, a Levico, sui laghi di Levico e Caldonazzo. Per riflettere su questa duplice relazione fra guerra e turismo di massa, ricostruendone la storia ma anche analizzandone la situazione attuale e le prospettive future, la ReteTrentinoGrandeGuerra ha organizzato un seminario di studi. Il seminario si colloca nel quadro delle iniziative espositive che si svolgono proprio in queste settimane a Pergine (in Sala Maier, dal 24 luglio al 6 agosto), per poi proseguire a Tenna, Caldonazzo e Levico. Al convegno, coordinato da Gustavo Corni, dell'Università di Trento, parteciperanno storici (Andrea Leonardi, Lucio Fabi, Fabrizio Rasera), sociologi (Lauro Struffi) e operatori turistici. Presso il Teatro delle Garberie, Piazza Municipio 5 - Pergine Valsugana.